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Pollo alla turcomanna
26 lug
Il simpatico bipede scoccodeante si può preparare in milioni di modi, su di lui s’è detto tutto il possibile, inclusa la denuncia per i barbari modi con cui si sopprimono i pulcini maschi nelle fabbriche di uova. Per tacere dei dettagli sulla composizione dei McNuggets, roba da gatti fradici nel muso. Qui a Hopini si tramandano ricette originarie dell’Asia Minore, memorie da caravanserragli o da ladri di polli, chissà. Intanto non si fa come a Hong Kong, dove preferiscono il culo (a Roma si dice a chi chiacchiera tanto: “che te sei magnato, er culo della gallina?”. L’origine della battuta è incerta). Dicevamo, Hopini. Petto di pollo da fare a pezzettoni. Con un petto ci faccio due persone, ché noi si preferisce stare leggeri, salvo quando si magna ir cignale. Il pollo spezzettato finisce in un ciotolo insieme a un bicchiere di yogurt magro (quello della Coppe, ci ho messo, mi sa che col greco viene meglio) e a un po’ di semi di coriandolo e di cumino. Lo si lascia lì per il tempo di fare un giro, una mezzoretta, un aperitivino, una frescheggiata, una tagliuzzata, meglio, alle verdure. Non si sa se sia meglio il peperone o la zucchina, o entrambi. Io propendo per il peperone, ma sò gusti. Comunque lo taglio a striscioline piccole, e lo tuffo in una padella simil-wok con un goccio d’olio, dove avvampa per cinque minuti a tutto foco, magari anche insieme a una carota tagliata a fiammifero e a un pizzico di curcuma. Dopo i cinque, ci tuffo dentro il pollo con tutto lo yogurt, lascio alto il fuoco due minuti, poi modero e vado avanti fino a quando il pollo è cotto. Condisco con una salsa fatta da yogurt, l’avanzo della marinata rabboccato un po’, con qualche avanzo di cumino, uno spicchio d’aglio, un cucchiaino di senape, altre cose che si trovano qui, che con i turcomanni c’entriamo poco. Come questo pollo, del resto. Che però è buono, mi pare. Così dicono quelli che si accostano alla mia tenda e mangiano.




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