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Ci hanno preso tutto (cit.)
6 set
Fascisti al governo
Fascisti all’opposizione
Nessun posto dove andare
La libertà di stampa è già disciplinata
15 lug
In Italia la libertà di stampa è difesa e disciplinata dall’articolo 21 della Costituzione. Non c’è bisogno di ulteriori lacci e bavagli, perché i limiti posti dalla Costituzione sono più che sufficienti a garantire i cittadini da un uso distorto della libera espressione, con qualunque mezzo si manifesti.
Anche l’ONU ha chiesto il ritiro della Legge-bavaglio. Non mi convince l’intervento di Mentana, che qualche giorno fa sosteneva le ragioni di Berlusconi: la libertà di stampa non è un diritto assoluto, ma in Italia nessuno pensa di creare corsie preferenziali per la stampa. Viceversa, si cerca di difenderne la libertà sancita dalla Costituzione. L’intervento di Mentana è fuorviante e pone la questione in termini di ragioni o torti da riconoscere a Berlusconi. Al centro della discussione non c’è però quello che pensa Berlusconi e il pregiudizio, vero o presunto, su quello che dice: si parla della libertà di stampa, che autorevoli osservatori neutrali definiscono a rischio. L’Italia è 49ma nel world press freedom index del 2009, e scende. C’è bisogno di alleggerire la pressione sulla stampa, altro che storie.
Poi chi sbaglia, paghi. Gli strumenti ci sono, non servono altre leggi.
« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)
Pursuit of happiness
24 giu
Che poi noi ne diciamo tante di un uomo che ha fatto fortuna promettendoci la felicità.
Un modo per passare in vantaggio, e invece niente. Siamo individui tristi quasi quanto i magistrati.
Il viaggio di Fini
23 apr
E’ stato un lungo cammino di esternazioni, gesti di rottura, differenze marcate, prese di posizione sempre più divaricate dalla strada maestra. Che deviava di suo verso il localismo xenofobo e semianalfabeta della Lega. Un allontanamento reciproco che, in quanto tale, pare più repentino, simile a uno schiocco. Fini ha mantenuto l’aplomb nello scontro, anche se qualche particolare ne rivelava lo stato d’animo teso e adrenalinico. Berlusconi era una maschera ringhiante che cercava di rientrare nei soliti panni di quello con la voce suadente e flautata. E’ stato uno scambio più “vero” di qualunque altra cosa abbia propinato la destra in anni e anni d’intorpidimento delle coscienze di massaie e vecchini. Fini segna un punto e valuta di quante forze può disporre a oggi: poca roba, ma può solo crescere. La sua credibilità di uomo di destra liberale è tutta da conquistare, ma lui ci lavora quotidianamente. Sembra dire cose “di sinistra”, a volte. In realtà fa riferimento a un sistema di valori. E spicca sulla melassa catodica proprio per questo: valori contro il culto della personalità.
Continua l’allucinazione collettiva?
30 mar
I dati ufficiali delle elezioni amministrative sono inequivocabili: Berlusconi un po’ tiene, un po’ sfonda. Emblematico il caso del Lazio, dove il margine rispetto alla tornata precedente si è accresciuto, nonostante mancasse la lista del Pdl (il che potrebbe non aver inciso più di tanto sulla scelta del candidato, ben visibile e chiara). E questo nonostante Bonino sia ben conosciuta e stimata. Non saprei descrivere il mix delle cause: se conti più la mancanza di credibilità dell’opposizione, l’onda di piena mediatica a cui è stato sottoposto il Paese dallo strapotere del conducator o altre dinamiche locali o nazionali. Il risultato è che il regime puzzerà pure, ma l’olezzo non disturba gli italiani più di tanto.




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