Hyde Pank
hopini.oni
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15 lug
In Italia la libertà di stampa è difesa e disciplinata dall’articolo 21 della Costituzione. Non c’è bisogno di ulteriori lacci e bavagli, perché i limiti posti dalla Costituzione sono più che sufficienti a garantire i cittadini da un uso distorto della libera espressione, con qualunque mezzo si manifesti.
Anche l’ONU ha chiesto il ritiro della Legge-bavaglio. Non mi convince l’intervento di Mentana, che qualche giorno fa sosteneva le ragioni di Berlusconi: la libertà di stampa non è un diritto assoluto, ma in Italia nessuno pensa di creare corsie preferenziali per la stampa. Viceversa, si cerca di difenderne la libertà sancita dalla Costituzione. L’intervento di Mentana è fuorviante e pone la questione in termini di ragioni o torti da riconoscere a Berlusconi. Al centro della discussione non c’è però quello che pensa Berlusconi e il pregiudizio, vero o presunto, su quello che dice: si parla della libertà di stampa, che autorevoli osservatori neutrali definiscono a rischio. L’Italia è 49ma nel world press freedom index del 2009, e scende. C’è bisogno di alleggerire la pressione sulla stampa, altro che storie.
Poi chi sbaglia, paghi. Gli strumenti ci sono, non servono altre leggi.
« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)
14 lug
sneijder non l'ha presa bene
Alla fine, Iker ha baciato Sara. Magari vivranno felici e contenti: in quel momento lo erano, almeno Iker lo era, e la vampa d’amore che lo ha proiettato verso le labbra della ragazza produce l’immagine da associare al mondiale africano, quello dell’inverno e delle vuvuzelas. Non era giusto che lo vincessero gli olandesi, forse, per rispetto alla sofferenza che i loro antenati inflissero alla gente del posto. L’Olanda non era, comunque, l’arancia meccanica di Cruijff e compagni. Questo non è bastato ai rimestatori di luoghi comuni: Olanda=cicala, Germania=formica, anche se nella circostanza la Germania era frizzante e l’Olanda liscia e arroccata manco fosse un’Italia dei tempi fortunati. Le cose migliori per l’occhio sono arrivate dalle sudamericane e dalla Spagna, una delizia di tocchi e svolazzi con una spruzzata minima di praticità, quanto è bastato per vincere, con un distacco che poteva essere più ampio. L’Olanda s’inchina per la terza volta e zittisce chi ne criticava gli eccessi: stavolta gli arancioni hanno sparagnato ma non è bastato, non perdevano da due anni ma nessuno, nella fiera dello scontato, osava annoverarli tra i favoriti. Il calcio visto non è stato di grande qualità. Il torneo, però, è stato combattutissimo e incerto fino all’ultimo. La vampa d’amore di Iker s’è vista anche in campo: amore per il gioco, rispetto per l’avversario senza timori reverenziali. Per questo quasi tutti i fenomeni ne sono usciti ridimensionati: Messi, Robinho, Rooney, Ronaldo, Kakà, tutti a casa anzitempo. Le facce nuove che reclamano spazio hanno negato l’evidenza del calcio catodico, quello che vende fenomeni che tali non sono, o non sempre, alla riprova del campo verde. Segnali. Si gioca troppo, ci si affida al fisico, ci si omologa a modelli tattici che uccidono la fantasia e mortificano la tecnica. Vince la Spagna perché mette insieme undici che sanno giocare a pallone e stanno in campo per quello: semplice, com’è il calcio giocato. Quello parlato esce battuto senza appello dalla rassegna sudafricana, ma pronto a prendersi la rivincita nell’orgia che sta per andare in onda, nel salotto catodico che racconterà del campionato che fu il più bello del mondo, quello dove i giovani non giocano e dove s’insegna a chi ha più talento a fare un passo indietro in nome dell’equilibrio. La Spagna, invece, ha vinto giocando bonito. Porta le cicale al potere. Ma non ditelo agli opinionisti.
per padpad
12 lug
Vinicio uscì di casa che era ancora presto. La città era rumorosa, più del solito, in piena campagna elettorale, con le macchine che giravano, i megafoni sparati a tutto volume. Quelli del partito comunista passavano e ripassavano. La zona era rossa, te ne accorgevi facilmente se scendevi giù dal giardinetto fuori dal Forte Prenestino e calavi lento lento verso la Botanica e il Quarticciolo. La Botanica era un lungo nastro d’asfalto che correva dalla Delegazione e dal Mattatoio fino all’incrocio con la Casilina. Dopo, era Subaugusta. Se giravi a destra, risalivi fino alla stazione di Centocelle, poi entravi, seguivi il tranvetto, fino alla Piazza tonda del capolinea. Piazza dei Mirti. Continua >
12 lug
(La proprietà del Foglio) secondo una dichiarazione di Giuliano Ferrara alla trasmissione Report del 23 aprile 2006 (“Il finanziamento quotidiano” di Bernardo Iovene):
* Veronica Lario ha il 38%
* Sergio Zuncheddu ha 20 o 25%
* Denis Verdini ha il 15%
* Giuliano Ferrara ha il 10%
* Luca Colasanto (stampatore) ha il 10%
Il Foglio è organo della «Convenzione per la Giustizia», movimento politico fondato da due parlamentari: il forzista Marcello Pera e il verde Marco Boato. In questo modo può beneficiare dei finanziamenti pubblici all’editoria, secondo quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62.
L’elefantino di venerdì parla di un socio ed è firmato da un altro socio, con chiosa sui giornali indipendenti in sciopero.
Tanto per leggere…
8 lug
Fare il pesto ai pistacchi è difficile. Non la preparazione: è difficile, piuttosto che passi invano il segmento di tempo tra l’acquisto e la lavorazione dei pistacchi. Finisce quasi sempre che uno si piazza davanti al pc o alla televisione e si pappa il semino verde brillante con una certa avidità. A manciate. Fino alla fine. Superate le difficoltà iniziali, oppure ricomprati i pistacchi con la giusta tempestività, il lavoro non è dei più difficili. Si tolgono via i gusci, intanto. Poi si sbollentano i semi per un paio di minuti e gli si toglie via, per quanto possibile, la pellicina viola. Serve per il colore e un po’, forse, anche per il sapore. E serve per perdere un sacco di tempo, fino a realizzare che s’è fatto tardi. Sbucciato, il pistacchietto bisogna pestarlo. Ma siamo matti? E come si fa? Se si ripiega su un minipimer, si noterà che l’ammalloppamento istantaneo impedisce, stante la resistenza del caro semino, di frullare il tutto agevolmente. Si può tentare col vecchio passaverdure, che regala sensazioni e ricordi di nonne e mamme intente a preparare salse di pomodoro che sembrano buone solo a immaginarsele. Macina e macina, il risultato è accettabile: oggi ci ho messo la scorza di mezzo limone e un po’ d’olio buono, uno spicchio d’aglio schiacciato e un po’ di sale. Trita e ritrita, è andata bene, s’è attaccato alle linguine ottimamente, opportunamente irrorato prima dello spadellamento con dell’acqua di cottura della pasta, che si è bevuto furiosamente, come un animale del deserto. Il pistacchio asciuga, è legnoso, secco, assorbe e non rilascia. Ma si mischia alla linguina in modo perfetto e viene buono e bello. Vale la pena farsi due braccioni così. Per tritarlo meglio ho dovuto usare anche il coltello, ma le mie ospiti erano soddisfatte, eccome. Intanto, Puyol incornava la Germania e l’aleatico faceva il suo dovere.
(nel video, il caro pistachio dei veggie tales canta una canzone scema)
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