Un pareggio che serve (24/2/2010)

Siena-Napoli finisce a reti inviolate, e ai più sembra un pareggio inutile per entrambe. Ma non è così, almeno per il Siena. Il risultato ottenuto al Franchi è confortante sotto molti aspetti e il punto ottenuto potrebbe rivelarsi prezioso. Intanto perché è arrivato contro una delle migliori squadre del campionato, che ha mostrato in campo condizione, coesione e solidità, come sempre fanno le squadre allenate dall’ottimo Mazzarri. Poi perché è arrivato a premiare una buona prestazione, accorta ma non rinunciataria. Il Siena ha dato sempre l’impressione di poter pungere il Napoli in contropiede e ha avuto, a conti fatti, le migliori occasioni per segnare, con il Napoli che ha avuto nettamente il sopravvento in un paio di fasi della partita, non riuscendo a concretizzare la propria pressione in occasioni da gol. Merito dell’ottima quadratura trovata da Malesani, che ha confermato lo schieramento vittorioso a Verona, con la sola variante di Maccarone al posto di Calaiò. La crescita graduale di Tziolis, sempre più a suo agio con i compagni e sempre meno affannato fisicamente, regala una notevole tenuta al centrocampo, dove Ekdal si conferma tonico e prezioso nella nuova collocazione davanti alla difesa. Il trio, completato da Vergassola, filtra a dovere e rilancia l’azione senza sprecare una palla: proprio la maggiore sicurezza in disimpegno è uno dei miglioramenti che salta all’occhio e mostra la bontà del lavoro tecnico e psicologico fatto da Malesani, che merita sempre di più una conferma sulla panchina, a prescindere dal risultato del campionato. Le sette squadre che precedono il Siena in classifica hanno perso tutte. Restano, però, molto lontane. La quota salvezza è sette punti più avanti: per sapere se il Siena ha delle possibilità ci vorranno altri risultati, da ottenere subito e in sequenza. La ritrovata solidità difensiva si può misurare facilmente: oltre a non subire gol da due partite, la squadra regala pochissime situazioni favorevoli agli avversari. Bisogna insistere in questa direzione e migliorare le proprie percentuali sotto porta. L’attacco un po’ preoccupa, perché al momento il Siena sembra poter contare solo su Maccarone. Calaiò si è un po’ involuto, Ghezzal non ha avuto una stagione positiva, Larrondo deve recuperare terreno nelle gerarchio. Resta la qualità di Reginaldo. Servirà che i centrocampisti trovino qualche gol. La prossima partita è di quelle che valgono doppio: il Siena è atteso a Livorno dalla squadra amaranto del polemico Cosmi, che attraversa un momento di difficoltà, almeno nei risultati. Il ricordo corre alla gara dell’andata, che il Siena non seppe aggiudicarsi nonostante la remissiva prova dell’avversario, in inferiorità numerica, asserragliato nella propria area per tutta la partita. Si stava consumando, gara dopo gara, la fine dell’avventura tecnica di Giampaolo. Il tecnico ebbe parole d’elogio per una prova incolore oltre ogni ragionevole dubbio. Un segno di forte distanza dalla realtà disastrosa di una squadra che solo oggi sembra ritrovarsi. Troppo tardi, forse, per recuperare in classifica. In tempo, comunque, per salvare la faccia e la dignità. Con un nuovo binomio presidente/allenatore che sta tentando tutto quello che è nelle sue possibilità per far continuare il sogno bianconero. Un motivo di consolazione non da poco, in una stagione disgraziata nella quale, però, nasce qualcosa che produrrà risultati importanti nel tempo.