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La Lazio è caduta di nuovo. In tempi migliori gli alti e bassi della squadra darebbero meno fastidio. In questa circostanza ha giocato, oltre alla solidità dell’avversario, anche qualche scoria psicofisica della battaglia vinta a Torino. Tra una finale conquistata e uno scivolone interno in campionato il paragone non si pone, non foss’altro che per il fatto che si tratta della sesta sconfitta interna stagionale. Insomma, non si fa mai l’abitudine alle bastonate, ma è ovvio che dalla Lazio di quest’anno ci si possono attendere cadute e impennate in ogni momento. Stavolta era il momento della caduta. Di motivi per spiegarla ce ne sono tanti, ma sul tavolo campeggia la questione-Zarate che tutto zittisce. Se sia un giallo o no non si sa, l’unica certezza è che per tenere Maurito ci vorranno tanti soldi. Sarà il primo acquisto estremamente impegnativo della gestione Lotito, che pure ha già speso parecchi soldi per costruire una squadra buona e di grande prospettiva com’è la Lazio attuale. Delneri ha battuto Rossi. Da molte parti si ipotizza che proprio l’allenatore atalantino stia per rilevare Delio sulla panchina della Lazio. Anche Rossi arrivò da Bergamo, quattro stagioni fa. E’ un allenatore che ha lasciato il segno nella storia della Lazio e che può ancora vincere qualcosa d’importante. Merita rispetto nel momento del distacco, se distacco sarà. Per Delneri sarebbe la più grande occasione in carriera, probabilmente. Ma chissà se sarà davvero lui alla guida dei biancocelesti l’anno prossimo. La prossima è a Milano con l’Inter, ma nella mente dei laziali, ora, c’è solo Zarate.
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I blucerchiati resistono con un po’ di fortuna alla rabbiosa offensiva dell’Inter e si qualificano alla finale del 13 maggio. Dopo la lunga serie di confronti tra Roma e Inter, la Coppa Italia si regala una finale inedita, anche se nobile, perché Lazio-Samp è una classica. Per la Lazio il vantaggio di giocare a Roma, sia pure in un contesto “neutro”. Anche per i due mister si tratta della prima finale: un incrocio curioso, perché diverse volte Mazzarri è stato accreditato come possibile successore di Rossi sulla panchina della Lazio. Ci sono molti motivi che s’incrociano, a partire dal confronto tra i due “geni”, Zarate e Cassano. Ma è ancora presto per parlarne: in casa Lazio tiene banco, ora, il viaggio di Lotito in Qatar per il riscatto di Zarate. E domenica arriva l’Atalanta.
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Adriano Stabile per DNews
Lazio al settimo cielo per il perentorio successo sulla Juventus che vale la finale di Coppa Italia. Il tecnico biancoceleste Delio Rossi è talmente “ann eb bi ato ” d al la gioia da chiedere, al telecronista Rai, il risultato di Inter-Sampdoria, l’altra semifinale che però si giocherà soltanto stasera. «È una bella soddisfazione per i ragazzi e per i tifosi – dice Rossi – vista la prestazione ci tenevo a vincere contro la Juve. Questa squadra ha il futuro dalla sua parte. Chi voglio in finale? Non saprei, voglio solo vedere la mia Lazio». Soddisfatto il presidente Claudio Lotito: «Abbiamo dimostrato grande qualità di gioco e concentrazione – spiega il patron – il successo è meritato. Abbiamo dominato. Spero che la Lazio giochi con la stessa determinazione e concentrazione anche in finale». Inevitabile chiedere al massimo dirigente cosa ne sarà di Rossi: «Il tecnico è un punto centrale del nostro progetto. La società prenderà una decisione entro il 30 maggio. Io non ho mai messo in dubbio la permanenza di Rossi alla Lazio. Questa è una squadra che può giocarsela con chiunque. Sono contento». Fernando Muslera, autore di una parata prodigiosa su Trezeguet, si gusta il successo: «Io faccio il mio dovere, ovvero parare. Quando sono arrivato alla Lazio ho avuto difficoltà, poi mi sono ambientato e si stanno vedendo i frutti». La soddisfazione del portiere uruguaiano è grande: «Per fortuna abbiamo giocato bene. Ci voleva la finale a Roma». L’appuntamento è a l l’Olimpico.
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La Lazio conquista la finale di Coppa Italia superando la Juventus con lo stesso punteggio dell’andata. Un 2-1 firmato da Zarate, con un bellissimo tiro a giro da 25 metri e da Kolarov, aiutato da una deviazione di Grygera che mette fuori causa Buffon. Di Del Piero il gol della bandiera. I biancocelesti sono apparsi in ottime condizioni fin dall’avvio di partita, mettendo in difficoltà la Juventus nei primi 20′ e subendone successivamente il ritorno. Il colpo magistrale di Zarate è arrivato proprio nella fase in cui gli juventini sembravano gestire la partita. L’argentino è stato costantemente pericoloso, la squadra ha retto bene il confronto con i bianconeri e attende di conoscere chi sarà l’avversaria da affrontare nella finale del 13 maggio, che si disputerà all’Olimpico di Roma. Grande prova di Kolarov e di Muslera, ma tutta la squadra è apparsa tonica, su di giri e pronta a giocarsi le proprie chance per la conquista del prestigioso trofeo.
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Cristiano Cesarini per DNews
Juve-Lazio è una sfida delicata, ma non è l’ultima della stagione, il bilancio verrà fatto alla fine. È una gara importante per la Lazio, non per il mio futuro. Un allenatore va valutato sul lungo periodo, non per una partita. Alla Lazio mi conoscono da 4 anni, non deve essere il risultato a fare la strategia, ma il contrario. Ferguson i primi anni al Manchester non ha vinto». Delio Rossi si avvicina alla sfida di stasera contro i bianconeri mantenendo fede alla propria filosofia calcistica. Il tecnico sa che ci vuole tempo per costruire un progetto importante, ma è anche consapevole che Roma non è un ambiente semplice: «La Lazio ha un futuro, la strategia ha bisogno di tempo per produrre i risultati. Io sono un allenatore di calcio – dice Rossi – non un gestore come alcuni ct delle nazionali. A Roma sto bene, è una bellissima città, solare. Certo, l’ambiente non è facile, molti cercano di fare confusione perché vogliono il male della Lazio. Le critiche del 90% degli pseudo-opinionisti non sono disinteressate, al contrario, le critiche dei tifosi sono spassionate e le accetto. A Torino saranno in tanti, loro sanno darci sempre una carica in più. Bergamo? Sono stato bene all’At a l a n t a , ma non è detto che rappresenti il mio futuro immediato». Il futuro di Rossi, al di là di tutte le elucubrazioni strategiche, è legato ai risultati e, di conseguenza, alla partita di questa sera, decisiva anche per le ambizioni europee del club: «La società ed i calciatori si giocano la credibilità del progetto nella semifinale di coppa – ha detto ieri il presidente laziale Claudio Lotito presente in Campidoglio per l’arrivo a Roma della Champions – e la possibilità di ricoprire un ruolo importante a livello internazionale. Dopo le ultime gare, comunque, la squadra ha ritrovato serenità. Allo stato attuale, nessuno ha mai messo in discussione la riconferma di Rossi».
Allo stato attuale, dunque, l’allenatore non è in dubbio. Ma molto, se non tutto, dipenderà da stasera: «Non dovremo pensare all’andata (2-1 per la Lazio, ndr) – ha aggiunto Rossi – la Juve sarà arrabbiata e la Coppa Italia per loro è diventata una priorità. I bianconeri sono abituati a vincere, la Lazio dovrà giocare da Lazio. La Juve è una squadra di campioni. E i campioni, come Buffon, si vedono nelle sfide decisive». Nella Lazio è in dubbio Foggia, reduce da un problema muscolare, in ballottaggio con Mauri per il ruolo di esterno sinistro a centrocampo. Brocchi dovrebbe agire sulla destra, al centro Ledesma e Matuzalem. In difesa il ballottaggio coinvolge Lichtsteiner e De Silvestri: «A Roma rischi di perdere la trebisonda – ha detto Rossi –De Silvestri ha vissuto un periodo di alti e bassi, ma il suo futuro è roseo». Al centro Siviglia e Rozehnal, Kolarov a sinistra. In attacco Zarate e Rocchi: «Rocchi è importante, come De Silvestri. Certo, qui alla Lazio se uno non gioca è lesa maestà, al Milan sta in panchina Ronaldinho». Indisponibili Pandev, Diakité, Manfredini ed Inzaghi, diffidati Kolarov, Rocchi, Foggia, Diakitè, Matuzalem e Rozehnal.
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