Archivio di febbraio 2009

incredibile

ci siamo rimessi in moto.
Speriamo di continuare…

Lorenzo De Silvestri su DNews


Uscito oggi.
Per un disguido (mi sono sbagliato a inviare il file…) è uscita una versione non corretta. Copincollo di seguito quella definitiva che non ho spedito al giornale…

E’ difficile per tutti recitare la parte dell’enfant du pays. Figuriamoci a Roma, dove l’ambiente intorno al calcio è tutto un ribollire di chiacchiere, pettegolezzi e voci di corridoio. Lorenzo De Silvestri, giovane e romano, ha tutto per diventare un grande calciatore. Arrivato alla Lazio a dodici anni, Lorenzo ha attratto immediatamente l’attenzione degli addetti ai lavori, facendo tutta la trafila delle nazionali giovanili e ricevendo da ogni parte riconoscimenti al suo valore. De Silvestri è entrato in tutte le liste che contengono i migliori giovani del continente: riconoscimenti dal valore relativo, che lo accomunano però a protagonisti del calibro di Walcott, Aguero, Krkic, Benzema, Pato. La crema del calcio emergente in Europa. Dice il luogo comune che nessuno è profeta in patria: le critiche che il giovane “Lollo” ha ricevuto ultimamente sono ingenerose. L’espulsione di Firenze è stata una leggerezza, ma capita di sbagliare anche a campioni consumati. L’involuzione preoccupante della Lazio degli ultimi tempi coinvolge anche lui, ma sarebbe assurdo aspettarsi che un ragazzo di vent’anni sia in grado di ribaltare le sorti di una stagione che volge al negativo, quando nessuno riesce ancora a diagnosticare quale sia il male che affligge la Lazio. Un vecchio vizio dell’ambiente è l’eccesso di aspettativa. Normale, visto che appena otto anni fa la Lazio era in cima al mondo. Dannoso, se si pretende che ogni giovane promessa sia in grado di ricalcare le orme di Nesta, Giordano o D’Amico. Si chiede troppo a De Silvestri, che cresce bene e offre buone garanzie in un ruolo difficile. Non dimentichiamo che Lollo si è trovato a sostituire nel ruolo un campione del mondo come Massimo Oddo, che molto aveva dato alla causa laziale. Alla sua età è normale alternare il campo alla panchina, l’importante è sfruttare le occasioni e crescere con regolarità. Lorenzo ha già fatto grandi esperienze: l’Olimpiade, la Champions League, la Serie A a diciassette anni. Ha le carte in regola per diventare un campione, ma va lasciato tranquillo: Delio Rossi lo ha tenuto a lungo aggregato alla prima squadra senza schierarlo, proprio per lasciargli il tempo di maturare. In campo come nella vita: Lorenzo è stato fortemente segnato dalla scomparsa di Gabriele Sandri, di cui era amico personale. Un segno di sensibilità e di intelligenza, valori che hanno guidato Lorenzo a scegliere i giusti comportamenti. In un ambiente dove in tanti hanno puntato i piedi per un’esclusione, De Silvestri ha avuto la giusta umiltà. Buon segno: si può contare a occhi chiusi su di lui per ricostruire una grande squadra.

Lazio-Torino 1-1: un pareggio agghiacciante

E non certo per la giornata fredda. Stefano Mauri entra nel secondo tempo (perché è partito in panchina il giocatore di gran lunga più pericoloso stasera?) e crea le uniche situazioni pericolose costruite dalla Lazio in una partita di una bruttezza che annichilisce. In una di queste occasioni Siviglia incoccia di testa l’estemporanea rovesciata dell’incursore laziale, raccattando un pareggio casuale al termine di una partita inguardabile. Sebastiano non trova niente di meglio da fare che mettersi a litigare con la curva (il sostegno dopo quattro sconfitte e una presenza in campo allucinante? Siamo sicuri che fosse dovuto?), il Torino paga così la sua poca predisposizione al gioco: controlla la Lazio finché non si accorge che la Lazio non esiste, poi trova un gol bello dell’ottimo Abate su un rinvio-vaccata di Dabo, ma non trova niente di meglio da fare che difenderlo rinculando, ricorrendo al fallo sistematico su qualunque cosa si muova, in questo spalleggiato al meglio dal solito allucinante arbitraggio di Saccani. Per i granata due punti persi che potrebbero costare la salvezza. Per la Lazio è notte fonda, ma Lotito non ritiene di dover riaccendere la luce prima della prossima stagione. Trentadue punti e la salvezza è quasi fatta: se ne faranno pochi, giocando così fino alla fine. Mancava Zarate, sono mancati anche i vaffanculi dei compagni che gli chiedono palla. Forse perché gli sfanculanti fuoriclasse erano assenti pure loro: Pandev e Rocchi chi li ha visti?

LAZIO-TORINO 1-1 (0-1)
MARCATORI: Abate (T) al 36′ p.t.; Siviglia (L) al 30′ s.t.
LAZIO (4-3-3): Muslera sv; Lichtsteiner 5,5, Siviglia 6, Cribari 5, Kolarov 5,5; Brocchi 5, Dabo 4,5 (il gol sulla coscienza) (dal 1′ s.t. Mauri 6), Matuzalem 5,5; Pandev 5 (dal 36′ s.t. Inzaghi), Foggia 6, Rocchi 5. (Carrizo, Rozenhal, Radu, Manfredini, Mancini). All. Rossi 5
TORINO (4-3-2-1): Sereni 6; Colombo 5,5, Dellafiore 6, Natali 6, Pisano 5,5; Abate 7 (dal 37′ s.t. Diana), Corini 6 (dal 36′ s.t. Barone), Zanetti 6,5; Rosina 5,5, Dzemaili 5,5; Ventola 5 (dal 44′ s.t. Stellone). (Calderoni, Di Loreto, Diana, Gasbarroni, Bianchi). All. Novellino 6.
ARBITRO: Saccani di Mantova 5.
NOTE: Giornata fredda, terreno in buone condizioni. Spettatori: 20 mila circa. Ammoniti: Pandev (L) per proteste; Colombo (T), Zanetti (T), Kolarov (L), Corini (T), Pisano (T), Dzemaili (T) per gioco scorretto. Angoli 9-1 per la Lazio. Recupero 1′ p.t., 3′ s.t.

Ah, già

Oggi, alle 18, c’è Lazio-Torino.
Il livello d’interesse è basso: dopo tutte queste sconfitte come potrebbe essere diverso?
Certo, si vincesse, una volta buona, le cose potrebbero cominciare a cambiare.
Sinceramente non ci scommetterei cinquanta centesimi: difficilmente mi è capitato di irritarmi come quest’anno a guardare la Lazio che gioca. Manco quando arrivavamo ultimi.

E’ morto Giacomo Bulgarelli


un grande del calcio italiano.