Archivio di settembre 2008

Non è rilevante

  • Non è rilevante oggi sapere se la Lazio può vincere o meno lo scudetto.
  • E’ rilevante giocare la gara di coppa contro l’Atalanta e vincerla per preparare al meglio quella col Lecce.
  • Mourinho ha ragione su due punti: uno è che in Italia gli appassionati di calcio sono pochi, e sono di più quelli che si occupano principalmente dei particolari di contorno. L’altro è che le favorite per lo scudetto sono inter, Milan, Juventus, Roma e Fiorentina. Le altre per il momento è giusto non prenderle in considerazione. Semmai più avanti.
  • Noi non abbiamo rivincite da prenderci e non dobbiamo convincere nessuno. Al massimo noi stessi. Qualunque squadra, dalla più forte alla più debole, non può fare altro che il lavoro quotidiano che scandisce gli impegni di una stagione. Il resto sono chiacchiere: cioè il 90% del carrozzone-calcio. Fumo. L’arrosto è quello che si vede sul campo e fino adesso il cuoco più bravo è stato Delio Rossi.

Lazio figlia unica e un po’ ribalda

Il corsivo del martedì di Vincenzo Cerracchio è imperdibile, come al solito. E come al solito io lo posto.
Dal Messaggero:

Figlia unica e un po’ ribalda
di Vincenzo Cerracchio

ROMA – La Lazio che vince e stupisce ha molti padri e diverse sorelle. I primi sono quelli che avevano seguito con attenzione Mauro Zarate nelle trasvolate verso il Qatar e l’Inghilterra, sentenziando attraverso Youtube che di fenomeno si trattava, e sull’ottimo rendimento di Lichtsteiner, avendolo perfino visto in tv agli Europei, avrebbero scommesso casa: per loro il primo posto in classifica è quasi una conseguenza banale. Le sorelle sono invece le Lazio precedenti, a cui questa si cerca di paragonare. Si va per giocatori e si dice: Zarate è come Giordano… (continua qui)

Pagellone: nel segno di Zarate

Torino – Lazio
(voti: Corriere dello Sport, Il Messaggero, Lazionews)

7,50 Zarate
7,33 Pandev
7,17 Foggia
6,83 Mauri
6,83 Brocchi
6,67 Ledesma
6,67 Radu
6,50 Lichtsteiner
6,50 Rozenhal
6,25 Carrizo
6,17 Siviglia
6,00 Cribari
6,00 Manfredini
6,00 Meghni

Classifica generale:

7,43 Zarate
7,03 Pandev
6,67 Foggia
6,34 Ledesma
6,23 Lichtsteiner
6,23 Mauri
6,20 Siviglia
6,17 Rozenhal
6,13 Brocchi
6,11 Meghni
6,00 Manfredini
5,98 Carrizo
5,83 Kolarov

Torino – Lazio 1-3: pomeriggio in fuga

Un primo tempo imperfetto, un secondo tempo scintillante: la Lazio passa a Torino meritando la vittoria netta alla distanza, con un altro show Zarate-Pandev, un ottimo Foggia nel secondo tempo e un gioco godibile che fa dimenticare qualche difficoltà difensiva affiorata nel primo tempo. I gol realizzati da Pandev, imbeccato da Zarate al termine di una ruggente azione personale: l’argentino appare all’improvviso dalla sinistra, entra in area saltando nettamente due difensori granata e riesce a far filtrare la palla per Pandev sulla pressione del terzo difensore. Per il macedone, solo, impallinare Sereni è facile. Il secondo lo fa Zarate, dopo che Mauri aveva colpito il palo: ricevuta la palla dallo stesso Mauri, l’argentino, in splendida solitudine, spara nel sette da venti metri un fendente imprendibile che chiude la partita. Realizza poi il rigore del 3-0, assegnato per fallo di Sereni, poi espulso, su Brocchi, che si apprestava a calciare a botta sicura dopo due prodigiose ribattute corte dello stesso Sereni. Nel finale la gara si guasta, viene espulso anche Pratali che falcia Radu lanciato verso la porta dopo una lunga galoppata solitaria, e il Torino accorcia le distanze con Amoruso su rigore fatto ribattere dall’arbitro Gava, desideroso di apparire. Una vittoria che proietta la Lazio al primo posto in solitudine, in attesa di conoscere il risultato del derby milanese che si disputa stasera.

(il commento di Nesti è assolutamente poco condivisibile, secondo me)

TORINO-LAZIO 1-3 (0-1)

MARCATORI: pt 30′ Pandev (L); st 18′ e 38′ rig. Zarate, 47′ rig. Amoruso.

TORINO (4-3-2-1): Sereni 6,5 (belle parate ma il tiro da fuori di Zarate, forse…) ; Colombo 5 (27′ st Zanetti), Di Loreto 5, Pratali 4, Rubin 5; Dezmaili 5,5, Corini 6 (14′ st Amoruso 6), Saumel 6; Abate 6,5 (24’ Ventola), Abbruscato 6,5; Bianchi 5,5. All. De Biasi 5.

LAZIO (4-3-3):Carrizo sv (ma certi giochini con la palla non si fanno, non sullo zero a zero perché è pericoloso/gambeta su Bianchi, non sul 3-0 con l’avversario in 9 che non va irriso); Lichsteiner 6 (abbottonato ma solido), Siviglia 6, Cribari sv (23’ Rozenhal 6), Radu 7; (secondo tempo eccellente), Brocchi 7, Ledesma 6,5, Mauri 7 (rinato: da due gare in un ruolo non suo riesce a essere decisivo: un palo con una soluzione pregevole e sfortunata, un assist prezioso per il secondo gol di Zarate e un decisivo contributo al cambio di passo della Lazio)(32′ st Manfredini) ; Foggia 7 (vedi Mauri: da due gare in una posizione tutta nuova, anche lui decisivo nel secondo tempo dopo un primo tempo grigio), Pandev 7,5 (una punta di diamante, ma anche un cervello sopraffino)(24′ st Meghni sv), Zarate 7 (baciato dalla grazia come Beppe Signori nel suo primo campionato con la Lazio. Alla fine ne fece 26…). All. Delio Rossi 8.

ARBITRO: Gabriele Gava di Conegliano Veneto

NOTE: Spettatori 16.000. Ammoniti 25’ Colombo (T), 41’ Dzemaili (T), 46’ Pandev (L), 40′ st Rubin (T). Espulsi: 38′ st Sereni (T), 43′ st Pratali (T), 46′ st De Biasi, allenatore Torino. Angoli 2-1 per il Torino.

Quinta giornata:
Bologna-Napoli 0-1 (Denis);
Catania-Chievo 1-0 (Paolucci);
Lecce-Cagliari 2-0 (Giacomazzi, Castillo);
Palermo-Reggina 1-0 (Miccoli);
Roma-Atalanta 2-0 (Panucci, Vucinic);
Torino-Lazio 1-3 (Pandev, 2 Zarate, Amoruso);
Udinese-Siena 2-1 (Pepe, Quagliarella, Kharja).
Alle 20,30 Milan-Inter.
Giocate ieri
Fiorentina-Genoa 1-0 (Gilardino);
Samp-Juve 0-0.

Classifica:

Lazio 12, Napoli 11, Udinese, Inter e Catania 10, Juventus, Palermo e Atalanta 9, Roma, Lecce e Fiorentina 7, Milan e Genoa 6, Siena, Torino e Chievo 5, Sampdoria 4, Bologna 3, Reggina 1, Cagliari 0

Gli esami non finiscono mai

Siccome si è vinto tre a zero con la Fiorentina, che è una delle “cinque sorelle”*, adesso si deve andare a giocare per vincere a Torino. E’ fin troppo ovvio, come, naturalmente, non è ovvio che ci si riesca. Centrare l’obiettivo che ci si prefigge “nel breve” porta anche a maturare la capacità di acchiappare qualcosa di grosso che è impossibile da definire nel ristretto spazio di un’intervista. L’aspirazione allo scudetto di Zàrate è più che legittima, cioè, ma le sue sono parole in libertà. E in campo le parole non servono…

A Torino conferma per gli undici di mercoledì. Anche questo è un fatto raro nel calcio di oggi.
Rocchi rientrerà in coppa contro l’Atalanta, come Dabo.

*”Cinque sorelle” è definizione malaugurante che ho sentito in qualche telereplica del processo di Biscardi.
Malaugurante perché riecheggia le sette sorelle, che erano le cinque di oggi più Parma e Lazio. Molte di quelle sorelle ebbero poi grosse difficoltà: il Parma c’è ancora dentro, la Lazio si è appena rialzata, la Fiorentina ha avuto i suoi guai, la Roma continua a mascherarli ma traballa, la Juve è finita in B…