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	<title>Hyde Pank</title>
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		<title>Non-fiction/Zodiac</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pank</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(piccola revisione per padpad.eu) Quando arriva natale sono tutti più buoni. Così mi dice la maestra a scuola. Mio padre, però, non è buono nemmeno a natale. Lui lavora tutto il giorno. Lavora duro, al cantiere. Poi torna e picchia la mamma. Non lo fa perché è ubriaco, oh no signore. Lo fa perché è <a href="http://www.hydepank.it/?p=4134" class="more-link">Continua &#62;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(piccola revisione per padpad.eu)</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img src="http://img255.imageshack.us/img255/5030/zodiackiller1.jpg" alt="" width="350" height="426" /><p class="wp-caption-text">l&#39;identikit di Zodiac</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quando arriva natale sono tutti più buoni. Così mi dice la maestra a scuola. Mio padre, però, non è buono nemmeno a natale. Lui lavora tutto il giorno. Lavora duro, al cantiere. Poi torna e picchia la mamma. Non lo fa perché è ubriaco, oh no signore. Lo fa perché è cattivo. Lui non beve, non fuma, non guarda la tv. Sta sempre chiuso in cantina a trafficare con i suoi disegni. Non so cosa siano, sono disegni strani. <span id="more-4134"></span>Mi hanno detto che hanno a che fare con l&#8217;oroscopo, ma io non so cosa significhi. La mamma ha paura di lui e non scende mai in cantina. Lui le ha detto che se tocca le sue cose la ammazza. L&#8217;ha detto piano, con il sorriso sulle labbra, per non farsi sentire da me. Ma io ho sentito tutto. A me piace il natale. Perché non si va a scuola, si canta in chiesa e si mangiano più dolci. Ho sempre sognato un vero albero di natale ma mio padre non vuole comprarlo. Dice che natale è una festa per stupidi e che l&#8217;albero di natale è un gioco per stupidi. Ieri sera, però, mi ha sorpreso. Era già buio e la mamma non c&#8217;era, era di turno all&#8217;ospedale. E&#8217; salito dalla cantina di corsa e mi ha detto: andiamo, Debbie. Ti porto a comprare un albero di natale. Io non me lo sono fatto ripetere due volte: ero felicissima. Siamo partiti con la macchina. Lui ha guidato veloce, come al solito. Mi ha detto: ti porto in un posto che conosco io. Ci vorrà un po&#8217;, ma solo lì possiamo trovare dei veri alberi di natale. Sull&#8217;Oakland Bay Bridge ho guardato di sotto, come sempre. C&#8217;era Yerba Buena Island e l&#8217;Isola del Tesoro. Era natale, ma non faceva freddo. A San Francisco non fa mai caldo né freddo. E c&#8217;è spesso la nebbia, ma non quella sera. Ci siamo fermati a Richmond. C&#8217;era una bancarella enorme piena di alberi di natale di ogni misura. E gli addobbi e le ghirlande e tutto il resto. Mio padre mi ha fatto scegliere un albero e mi ha comprato degli addobbi. Ero molto felice. Abbiamo caricato tutto in macchina e siamo ripartiti. Ma non verso casa. Mio padre mi ha detto che doveva fare una cosa. Io però volevo andare a casa a montare l&#8217;albero, ero troppo felice. E poi avevo anche tanto sonno. Era molto tardi. Lui ha guidato lungo la baia, veloce e sicuro. E&#8217; arrivato fino a Mountain View, poi ha infilato il ponte per Benicia. E&#8217; corso su per Lake Herman Road che era buia e deserta. Ha acceso la radio. Ha proseguito ancora per un po&#8217; e alla fine ha rallentato. E&#8217; entrato in una piazzola che dava sul laghetto. Ha parcheggiato e di ha detto di aspettarlo un momento perché doveva fare una cosa. Io avevo sonno e mi sono allungata sul sedile posteriore. Ascoltavo la radio. Nel buio mi ha sempre fatto una grande impressione il suono della radio. E&#8217; come se provenisse dallo spazio. C&#8217;è una magia particolare nei suoni e nelle voci, che sembrano più calde. Ha attaccato quella canzone, quella che fa how does it feel. La ascolto spesso e mi piace perché a un certo punto parla di una principessa. Mia madre mi chiama sempre così, principessa Debbie. Pensavo al mio albero di natale ed ero contenta. How does it feel? Contenta, proprio. Ho sentito un rumore. Secco. Come di uno sparo. Sono rimasta ad ascoltare mentre la radio continuava a chiedermi How does it feel? Ancora quel rumore. E ancora. Ancora. BANG. BANG. BANG. BANG. BANG. Cinque volte. Mi sembravano spari. O petardi, non so. How does it feel? La portiera si è aperta, io mi sono spaventata. Ma era lui. Mi ha detto: brava Debbie, ora si va a casa. Gli ho chiesto: ho sentito dei rumori, come degli spari. Cos&#8217;erano? Petardi, piccola, mi ha risposto. La macchina è uscita dalla piazzola e ha imboccato la strada del ritorno, giù per la discesa verso il mare. Come una pietra che rotola.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">(Zodiac è stato un serial killer statunitense, attivo a San Francisco e dintorni tra il 1968 e il 1969. Nessuno è mai riuscito a identificarlo. Recentemente Deborah Perez, 47 anni, ha dichiarato di essere la figlia di Zodiac e di essere stata presente a due omicidi commessi dal padre Guy Ward Hendrickson, carpentiere di San Francisco. La notte del 20 dicembre 1968 Zodiac uccise un ragazzo e una ragazza al primo appuntamento. I due si erano appartati in una piazzola di Lake Herman Road. Un colpo per lui, cinque per lei che tentava di fuggire).</p>
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		<title>Ci hanno preso tutto (cit.)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pank</dc:creator>
				<category><![CDATA[hopinioni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Fascisti al governo Fascisti all&#8217;opposizione Nessun posto dove andare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fascisti al governo<br />
Fascisti all&#8217;opposizione<br />
Nessun posto dove andare<br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Zb2ROaCsK08?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Zb2ROaCsK08?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>La pretende chi si vuole bene</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 11:47:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[hopinioni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto in giro, tra affissioni e TV, la nuova campagna del Ministero del Lavoro per la sicurezza. Lo slogan è: &#8220;Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene&#8221;. Ora, a parte l&#8217;alto patrocinio del Presidente della Repubblica e la finalità lodevole, mi sembra che ci sia qualcosa di ambiguo nel titolo. Qualcosa che <a href="http://www.hydepank.it/?p=4128" class="more-link">Continua &#62;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho visto in giro, tra affissioni e TV, la nuova campagna del Ministero del Lavoro per la sicurezza. Lo slogan è: &#8220;Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene&#8221;. Ora, a parte l&#8217;alto patrocinio del Presidente della Repubblica e la finalità lodevole, mi sembra che ci sia qualcosa di ambiguo nel titolo. Qualcosa che presuppone un diritto di scelta che spesso chi lavora non ha. Ma un lavoratore è davvero in grado di pretendere la sicurezza sul lavoro, così come la prescrivono le norme? Ci sono moltissimi lavoratori che non se lo possono permettere, tanti anche per disinformazione. E informare i lavoratori è un dovere preciso dei datori di lavoro, che da questa campagna restano fuori. La cosa mi ha fatto venire in mente (probabilmente sbaglio, è un allarme eccessivo il mio) il tizio che anni fa andava dicendo che nelle campagne pontine l&#8217;eccesso di lavoratori extracomunitari rappresenta un problema per la sicurezza sul lavoro, perché gli stranieri accettano di lavorare in condizioni estreme, senza tutela di alcun tipo. Come se la sicurezza fosse un valore negoziabile tra datore e lavoratore&#8230; La sicurezza deve essere garantita, punto. Poi il lavoratore adeguatamente informato e fornito di tutto l&#8217;occorrente si può e si deve sensibilizzare, e anche sanzionare se da lui dipende il mancato rispetto delle norme. Ma quante morti sul lavoro dipendono dall&#8217;imprudenza di un lavoratore informato e correttamente equipaggiato? Allora, ben venga una campagna di questo tipo. Purché serva a qualcosa. La si affianchi a un lavoro serio da fare sui datori di lavoro, dove le regole sono un lusso anche nei contesti meno a rischio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/AreaComunicazione/CampagneComunicazione/2010/20100727_Campagna_Comunicazione_salute_sicurezza.htm">nel sito del ministero</a> c&#8217;è tutto il materiale: video, affissioni, chiarimenti</p>
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		<title>Non-fiction: Rughetta, showman del sesso</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:30:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[take it easy]]></category>
		<category><![CDATA[non-fiction]]></category>

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		<description><![CDATA[Rughetta aveva un’idea tutta sua del sesso. Che per lui era conquista, sì, ma in un senso a metà tra il bottino di guerra e la competizione sportiva. Raggiungere per conquistare. Rincorrere per raggiungere. Roba così, sprazzi di un futuro di là da venire. Aveva i capelli ricci tutti per aria: sembrava si sviluppassero verso <a href="http://www.hydepank.it/?p=4122" class="more-link">Continua &#62;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 598px"><img class=" " src="http://img821.imageshack.us/img821/1439/streakingedited.jpg" alt="" width="588" height="382" /><p class="wp-caption-text">Sarà Rughetta emigrato all&#39;estero?</p></div>
<p style="text-align: justify;">Rughetta aveva un’idea tutta sua del sesso. Che per lui era conquista, sì, ma in un senso a metà tra il bottino di guerra e la competizione sportiva. Raggiungere per conquistare. Rincorrere per raggiungere. Roba così, sprazzi di un futuro di là da venire. Aveva i capelli ricci tutti per aria: sembrava si sviluppassero verso l’alto, piuttosto che verso il basso. Alcuni dicevano che fosse pazzo prima della tossicodipendenza, altri che fosse diventato così per via delle droghe. Non si sa. Le sue sorelle sull’argomento tacevano, anche perché impegnate a loro volta a non farsi raggiungere. Funzionava così: Rughetta se ne andava in giro per i fatti suoi, tranquillo, con la sua maglietta a righe orizzontali bianche e blu, i jeans sdruciti, i capelli ricci che salivano al cielo. Dall’altra parte della strada, ignara, ancheggiava una giovane pulzella. Rughetta ne intercettava nello sguardo l’intento di sfida e rispondeva, fiero, estraendo l’uccello dai pantaloni e rincorrendola, ricci al vento, emettendo urlacci che costituivano una forma, sia pur primordiale, di invito all’amore. E ogni tanto lo incontravi, con lo sguardo da matto, che girava, rinfoderato l’arnese, e magari chiedeva qualche piotta per comprare le sigarette, le spade, o quello che era. Nel quartiere era diventato un mito: ogni tanto lo si vedeva rincorrere una malcapitata passante che non raggiungeva mai, anche per lo svantaggio in partenza che derivava dal correre con i pantaloni sbottonati, tenuti su a mano. Un eroe d’altri tempi che qualcuno salutò con una sottolineatura che ancora campeggia da qualche parte, sui resti dell’acquedotto alessandrino: Rughetta showman del sesso. Vallo a raccontare a quelle che ancora si ricordano il matto con i capelli al vento che le rincorre urlando, con i pantaloni abbassati… Di Rughetta e delle sue sorelle un giorno si persero le tracce. Si spera in un trasloco o in un’opportuna terapia che lo abbia salvato dalla tossicodipendenza e ne abbia riportato il fuoco conquistatore in un più tranquillo alveo. L’eco delle sue gesta eroiche tenne sul chi vive ancora per un po’ le ancheggianti pulzelle del quartiere. Poi, l’oblio.</p>
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		<title>Appunti per una riforma della Costituzione/Art. 9</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 22:41:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[take it easy]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Art. 9 La Repubblica promuoverebbe lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ma non ha soldi, al momento. Magari più in là. Poi, bisogna vedere cosa s&#8217;intende per cultura, ricerca scientifica e tecnica. Tutelerebbe il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Almeno in alcune zone che abbiano votato come <a href="http://www.hydepank.it/?p=4117" class="more-link">Continua &#62;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Art. 9</p>
<p style="text-align: justify;">La Repubblica promuoverebbe lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ma non ha soldi, al momento. Magari più in là. Poi, bisogna vedere cosa s&#8217;intende per cultura, ricerca scientifica e tecnica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutelerebbe il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Almeno in alcune zone che abbiano votato come si deve. Il paesaggio, comunque, è già il migliore possibile. Il patrimonio storico e artistico, inoltre, può tornare buono per venderlo. Sai mai.</p>
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