hopini.oni
pank
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Post di pank
Non-fiction/Zodiac
8 set
(piccola revisione per padpad.eu)

l'identikit di Zodiac
Quando arriva natale sono tutti più buoni. Così mi dice la maestra a scuola. Mio padre, però, non è buono nemmeno a natale. Lui lavora tutto il giorno. Lavora duro, al cantiere. Poi torna e picchia la mamma. Non lo fa perché è ubriaco, oh no signore. Lo fa perché è cattivo. Lui non beve, non fuma, non guarda la tv. Sta sempre chiuso in cantina a trafficare con i suoi disegni. Non so cosa siano, sono disegni strani. Continua >
Ci hanno preso tutto (cit.)
6 set
Fascisti al governo
Fascisti all’opposizione
Nessun posto dove andare
La pretende chi si vuole bene
6 set
Ho visto in giro, tra affissioni e TV, la nuova campagna del Ministero del Lavoro per la sicurezza. Lo slogan è: “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”. Ora, a parte l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica e la finalità lodevole, mi sembra che ci sia qualcosa di ambiguo nel titolo. Qualcosa che presuppone un diritto di scelta che spesso chi lavora non ha. Ma un lavoratore è davvero in grado di pretendere la sicurezza sul lavoro, così come la prescrivono le norme? Ci sono moltissimi lavoratori che non se lo possono permettere, tanti anche per disinformazione. E informare i lavoratori è un dovere preciso dei datori di lavoro, che da questa campagna restano fuori. La cosa mi ha fatto venire in mente (probabilmente sbaglio, è un allarme eccessivo il mio) il tizio che anni fa andava dicendo che nelle campagne pontine l’eccesso di lavoratori extracomunitari rappresenta un problema per la sicurezza sul lavoro, perché gli stranieri accettano di lavorare in condizioni estreme, senza tutela di alcun tipo. Come se la sicurezza fosse un valore negoziabile tra datore e lavoratore… La sicurezza deve essere garantita, punto. Poi il lavoratore adeguatamente informato e fornito di tutto l’occorrente si può e si deve sensibilizzare, e anche sanzionare se da lui dipende il mancato rispetto delle norme. Ma quante morti sul lavoro dipendono dall’imprudenza di un lavoratore informato e correttamente equipaggiato? Allora, ben venga una campagna di questo tipo. Purché serva a qualcosa. La si affianchi a un lavoro serio da fare sui datori di lavoro, dove le regole sono un lusso anche nei contesti meno a rischio.
nel sito del ministero c’è tutto il materiale: video, affissioni, chiarimenti
Non-fiction: Rughetta, showman del sesso
3 set

Sarà Rughetta emigrato all'estero?
Rughetta aveva un’idea tutta sua del sesso. Che per lui era conquista, sì, ma in un senso a metà tra il bottino di guerra e la competizione sportiva. Raggiungere per conquistare. Rincorrere per raggiungere. Roba così, sprazzi di un futuro di là da venire. Aveva i capelli ricci tutti per aria: sembrava si sviluppassero verso l’alto, piuttosto che verso il basso. Alcuni dicevano che fosse pazzo prima della tossicodipendenza, altri che fosse diventato così per via delle droghe. Non si sa. Le sue sorelle sull’argomento tacevano, anche perché impegnate a loro volta a non farsi raggiungere. Funzionava così: Rughetta se ne andava in giro per i fatti suoi, tranquillo, con la sua maglietta a righe orizzontali bianche e blu, i jeans sdruciti, i capelli ricci che salivano al cielo. Dall’altra parte della strada, ignara, ancheggiava una giovane pulzella. Rughetta ne intercettava nello sguardo l’intento di sfida e rispondeva, fiero, estraendo l’uccello dai pantaloni e rincorrendola, ricci al vento, emettendo urlacci che costituivano una forma, sia pur primordiale, di invito all’amore. E ogni tanto lo incontravi, con lo sguardo da matto, che girava, rinfoderato l’arnese, e magari chiedeva qualche piotta per comprare le sigarette, le spade, o quello che era. Nel quartiere era diventato un mito: ogni tanto lo si vedeva rincorrere una malcapitata passante che non raggiungeva mai, anche per lo svantaggio in partenza che derivava dal correre con i pantaloni sbottonati, tenuti su a mano. Un eroe d’altri tempi che qualcuno salutò con una sottolineatura che ancora campeggia da qualche parte, sui resti dell’acquedotto alessandrino: Rughetta showman del sesso. Vallo a raccontare a quelle che ancora si ricordano il matto con i capelli al vento che le rincorre urlando, con i pantaloni abbassati… Di Rughetta e delle sue sorelle un giorno si persero le tracce. Si spera in un trasloco o in un’opportuna terapia che lo abbia salvato dalla tossicodipendenza e ne abbia riportato il fuoco conquistatore in un più tranquillo alveo. L’eco delle sue gesta eroiche tenne sul chi vive ancora per un po’ le ancheggianti pulzelle del quartiere. Poi, l’oblio.
Appunti per una riforma della Costituzione/Art. 9
1 set
Art. 9
La Repubblica promuoverebbe lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ma non ha soldi, al momento. Magari più in là. Poi, bisogna vedere cosa s’intende per cultura, ricerca scientifica e tecnica.
Tutelerebbe il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Almeno in alcune zone che abbiano votato come si deve. Il paesaggio, comunque, è già il migliore possibile. Il patrimonio storico e artistico, inoltre, può tornare buono per venderlo. Sai mai.




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