Hyde Pank
hopini.oni
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26 lug
Il simpatico bipede scoccodeante si può preparare in milioni di modi, su di lui s’è detto tutto il possibile, inclusa la denuncia per i barbari modi con cui si sopprimono i pulcini maschi nelle fabbriche di uova. Per tacere dei dettagli sulla composizione dei McNuggets, roba da gatti fradici nel muso. Qui a Hopini si tramandano ricette originarie dell’Asia Minore, memorie da caravanserragli o da ladri di polli, chissà. Intanto non si fa come a Hong Kong, dove preferiscono il culo (a Roma si dice a chi chiacchiera tanto: “che te sei magnato, er culo della gallina?”. L’origine della battuta è incerta). Dicevamo, Hopini. Petto di pollo da fare a pezzettoni. Con un petto ci faccio due persone, ché noi si preferisce stare leggeri, salvo quando si magna ir cignale. Il pollo spezzettato finisce in un ciotolo insieme a un bicchiere di yogurt magro (quello della Coppe, ci ho messo, mi sa che col greco viene meglio) e a un po’ di semi di coriandolo e di cumino. Lo si lascia lì per il tempo di fare un giro, una mezzoretta, un aperitivino, una frescheggiata, una tagliuzzata, meglio, alle verdure. Non si sa se sia meglio il peperone o la zucchina, o entrambi. Io propendo per il peperone, ma sò gusti. Comunque lo taglio a striscioline piccole, e lo tuffo in una padella simil-wok con un goccio d’olio, dove avvampa per cinque minuti a tutto foco, magari anche insieme a una carota tagliata a fiammifero e a un pizzico di curcuma. Dopo i cinque, ci tuffo dentro il pollo con tutto lo yogurt, lascio alto il fuoco due minuti, poi modero e vado avanti fino a quando il pollo è cotto. Condisco con una salsa fatta da yogurt, l’avanzo della marinata rabboccato un po’, con qualche avanzo di cumino, uno spicchio d’aglio, un cucchiaino di senape, altre cose che si trovano qui, che con i turcomanni c’entriamo poco. Come questo pollo, del resto. Che però è buono, mi pare. Così dicono quelli che si accostano alla mia tenda e mangiano.
24 lug
A luglio, si sa, fa caldo. Specialmente a Roma. Walter lo sopportava a stento, ma a diciassette anni non si perde tempo a lamentarsi. Si mangia la vita a morsi. Meglio. Walter s’attaccava alla sigaretta e tirava. Avido. Marlboro morbide, mejo de quelle col pacchetto duro. Più dolci. Non merda secca come le MS, che Walter non se l’era mai fumate. Lavorava. Come una bestia. Da quando aveva undici anni. Attaccava la mattina che era buio, al mercato di Centocelle, quello scoperto. Arrivava alle quattro, quattro e mezza. Montava i banchi di legno. Aspettava i camion che portavano la frutta, chi arrivava dai mercati generali, chi da Latina. Poi sotto a metterla sui banchi, ordinata, colorata, bella. E poi di corsa a scuola, alle otto e mezza, per colazione una Marlboro morbida. Continua >
19 lug
aperiodico di satire laziali
Reja: Pintos? Fatemi valutare bene
Per fortuna hanno ridotto il tetto massimo di extracomunitari
Reja vorrebbe Acquafresca
Lotito: Roma è piena de fontanelle
Aereo laziale sfotte i romanisti sul litorale
(Almeno quelli in grado di leggere)
Reja: obiettivo Champions
Il tecnico laziale ha appena rinnovato l’abbonamento a Sky
Zarate/Cruz, Lotito non rischia
i giudici non li hanno mai visti giocare
17 lug
Erano cinque slavi, in spiaggia. Quattro uomini e una donna, o meglio tre uomini, un bambino e una donna incinta che ruzzavano come se stessero dentro a un film di Kusturiza. Il piccolo correva in qua e in là, nudo bruco, a raccattare i giocattoli che i grandi gli tiravano lontano per scherzo, e sulla sabbia rovente zompettava, col baricentro basso e le coscette già potenti, pronte a trasformarlo in un’aletta talentuosa e pigra, come da tradizione. La mamma rideva, sfumazzava e tirava scappellotti a tutti quelli che le passavano davanti. I tre adulti si facevano scherzi di continuo, tirandosi ciabattate, sabbia, cicche di sigaretta, prendendosi di mira tra loro se la ragazza cicciotta dell’asciugamano accanto si lamentava per il casino. Com’erano arrivati andavano via, poche decine di minuti, un bagno e mille frizzi e lazzi dopo, e ti pareva di sentire qualche banda di pazzi tipo la Kocani o quella di Bregovic, a scandirne il folle e un po’ inquietante divertimento. Mi sono tornati in mente stasera, che ho visto in piazza a Poggibonsi la Banda Improvvisa di Loro Ciuffenna. Non si trova filmato che renda loro giustizia, ma mi sono sembrati pazzissimi, soprattutto il pluricrinito Orio Odori, che dirige la baracca. Mi sono divertito un sacco. Qua c’è un video pescato su yutubbe.
15 lug
In Italia la libertà di stampa è difesa e disciplinata dall’articolo 21 della Costituzione. Non c’è bisogno di ulteriori lacci e bavagli, perché i limiti posti dalla Costituzione sono più che sufficienti a garantire i cittadini da un uso distorto della libera espressione, con qualunque mezzo si manifesti.
Anche l’ONU ha chiesto il ritiro della Legge-bavaglio. Non mi convince l’intervento di Mentana, che qualche giorno fa sosteneva le ragioni di Berlusconi: la libertà di stampa non è un diritto assoluto, ma in Italia nessuno pensa di creare corsie preferenziali per la stampa. Viceversa, si cerca di difenderne la libertà sancita dalla Costituzione. L’intervento di Mentana è fuorviante e pone la questione in termini di ragioni o torti da riconoscere a Berlusconi. Al centro della discussione non c’è però quello che pensa Berlusconi e il pregiudizio, vero o presunto, su quello che dice: si parla della libertà di stampa, che autorevoli osservatori neutrali definiscono a rischio. L’Italia è 49ma nel world press freedom index del 2009, e scende. C’è bisogno di alleggerire la pressione sulla stampa, altro che storie.
Poi chi sbaglia, paghi. Gli strumenti ci sono, non servono altre leggi.
« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)
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